"The Twilight Saga: New Moon": Quando l'amore non conosce ostacoli
L'attesa è finita! Nel secondo capitolo, tratto dai libri di Stephenie Meyer, sapremo se i due affascinanti protagonisti coroneranno il loro sogno.
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Martedì 17 novembre 2009
Edward e Bella sono tornati! Una delle storie d’amore più tormentate degli ultimi anni ritorna a far battere il cuore di molte. Come nella migliore delle tradizioni, la storia tra il vampiro e l’umana avrà parecchi ostacoli da superare, tra cui un terzo incomodo. Si tratta di Jacob Black (Taylor Lautner), il ragazzo della riserva indiana, che nutre un forte sentimento nei confronti di Bella, ma anche lui ha qualcosa da nasconderle. Rispetto al primo capitolo, più numerosi sono i colpi di scena e, per chi non ha letto il libro, potrebbe creare un po’ di spaesamento, ma non mancano elementi di continuità. I cambiamenti sono anche a livello di regia: dietro la macchina da presa c’è Chris Weitz che, dopo “La bussola d’oro”, ritorna a dirigere un film fantastico. Il regista riprende l’uso del rallenty allungando, così, le scene d’azione. E privilegia inquadrature ampie per sottolineare la ‘vastità’ dei paesaggi e la pericolosità delle situazioni. Un punto a favore si registra per la fotografia che, in questo caso, gioca sul contrasto tra la cupa e piovosa Forks e la solare Volterra (che, in realtà, è Montepulciano). Anche il trucco gioca un ruolo fondamentale nell'evidenziare le 'diversità' dei personaggi. La colonna sonora è molto più ‘incisiva’ e annovera, tra le altre, 'I belong to you' dei Muse e 'Hearing damage' di Thom Yorke, frontman dei Radiohead.
Un po’ fuori parte risultano, invece, la bambina-prodigio Dakota Fanning (“Mi chiamo Sam”; “La guerra dei mondi”) e Michael Sheen (memorabile in “Frost/Nixon”). Pollice verso anche per gli effetti speciali: risultano un po’ troppo artificiali e in molte scene è fin troppo evidente l’uso del digitale.
Un po’ fuori parte risultano, invece, la bambina-prodigio Dakota Fanning (“Mi chiamo Sam”; “La guerra dei mondi”) e Michael Sheen (memorabile in “Frost/Nixon”). Pollice verso anche per gli effetti speciali: risultano un po’ troppo artificiali e in molte scene è fin troppo evidente l’uso del digitale.
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