"Io, Don Giovanni": Tra palco e realtà...

Il viaggio artistico del sodalizio Storaro-Saura culmina nell'impresa titanica di portare al cinema il 'Don Giovanni' di Mozart. Solo per appassionati.

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Martedì 20 ottobre 2009

Per apprezzare l'ultimo lavoro di Carlos Saura bisogna non solo conoscere e amare il cinema musicale del regista spagnolo, ma soprattutto comprendere ritmi e dinamiche dell'opera lirica. Una condicio sine qua non l'opera del maestro ispanico rischia di avvilire lo spettatore, risultando stanca, finta e ridondante. “Io, Don Giovanni” affascinerà forse i palati più sopraffini, loggisti e appassionati, ma per molti potrebbe invece rimanere un'esercitazione stilistica per nulla emozionante, barocca e statica a partire dai fondali, palesemente e volutamente finti, evocazione consapevole dell'antica tecnica del diorama. L'adattamento cinematografico dell'opera mozartiana lascia qualche perplessità, pur vantando la collaborazione artistica di un maestro della luce come Vittorio Storaro; un mix discutibile di teatro e cinema sulla solita Venezia settecentesca e il libertinismo dell'epoca. Unico godibile siparietto il litigio tra le due soprano con un altrettanto piacevole Ennio Fantastichini nei panni di Antonio Salieri; il resto del cast, tutto italiano, appare per il mezzo cinematografico troppo sopra le righe, eccezion fatta per la brillante performance dell'esordiente Lino Guanciale, romano di Tor Bella Monaca che dà al Mozart di Saura la giusta dose di genio e sregolatezza.

Elisabetta Bartucca

Vai alla scheda del film 'Io, Don Giovanni'

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