"I baci mai dati": Voglia di tenerezza
Il miracolo che cerca Manuela, la giovane protagonista, altro non è che il desiderio di una famiglia unita e serena.
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Martedì 31 agosto 2010
Con "Tano da morire" prima e "Sud Side Stori" dopo, Roberta Torre ha proiettato nell'immaginario collettivo una Sicilia fatta di colori, eccentricità e allegria, concedendosi il lusso di deridere realtà radicate come la mafia nel primo e reinventando un classico della letteratura inglese come "Romeo e Giulietta" nel secondo. Con "I baci mai dati", film d'apertura della sezione Controcampo Italiano alla 67° Mostra di Venezia, la regista ci offre uno spaccato siciliano più reale (come aveva già fatto nel drammatico "Angela"), più ancorato alla quotidianità senza tralasciare quel pizzico di 'popolarità' e di grottesco.
La Torre usa il miracolo come pretesto per raccontare la storia di una tredicenne, Manuela, che si sente un pesce fuor d'acqua sia nella sua famiglia (padre, madre e sorella sono troppo impegnati a pensare a loro stessi) che nei rapporti con gli altri (la titolare di un salone di bellezza dove lavora ironizza sempre su di lei e il ragazzo che le piace non la prende nemmeno in considerazione) e che racconta che la Madonna le ha parlato, forse per essere 'vista', presa in considerazione, non essere più trascurata. Manuela, però, non sa cosa l'aspetta: la voce si diffonde e, in men che non si dica, la sua casa diventa un porto di mare. Gente che si affida totalmente alla ragazzina senza nemmeno fermarsi a pensare un attimo se si tratti davvero di miracolo o di presa in giro. Per loro, in fondo, l'importante è parlare con qualcuno dei propri problemi. La madre, un'ottima Donatella Finocchiaro, fiuta l'affare e mette su un piccolo business con tanto di cartello con l'orario per le visite. Proiettata in qualcosa più grande di lei, Manuela perde la sua privacy e tutto ciò che concerne l'avere 13 anni. L'unico modo per evadere è rifugiarsi nei sogni, che la Torre realizza con figure oniriche tipiche dei film surrealisti.
Pollice su per il cast femminile cominciando dalla giovanissima Carla Marchese, naturale e spontanea. Buona l'interpretazione della Finocchiaro che, dopo diversi ruoli da femme fatale, convince nel ruolo di una madre frustrata, che vede nel 'dono' della figlia una possibilità di riscatto per lei. Sopra le righe, ma sempre brava, Piera Degli Esposti, che sta vivendo una seconda giovinezza professionale, nei panni della proprietaria del salone di bellezza e anche un po' fattucchiera.
Non manca un pizzico di grottesco, evidente principalmente nel trucco forte e un po' carico di alcuni personaggi che stona, forse volutamente, con le musiche intimiste di Federico Di Giambattista e Andrea Fabiani.
La Torre usa il miracolo come pretesto per raccontare la storia di una tredicenne, Manuela, che si sente un pesce fuor d'acqua sia nella sua famiglia (padre, madre e sorella sono troppo impegnati a pensare a loro stessi) che nei rapporti con gli altri (la titolare di un salone di bellezza dove lavora ironizza sempre su di lei e il ragazzo che le piace non la prende nemmeno in considerazione) e che racconta che la Madonna le ha parlato, forse per essere 'vista', presa in considerazione, non essere più trascurata. Manuela, però, non sa cosa l'aspetta: la voce si diffonde e, in men che non si dica, la sua casa diventa un porto di mare. Gente che si affida totalmente alla ragazzina senza nemmeno fermarsi a pensare un attimo se si tratti davvero di miracolo o di presa in giro. Per loro, in fondo, l'importante è parlare con qualcuno dei propri problemi. La madre, un'ottima Donatella Finocchiaro, fiuta l'affare e mette su un piccolo business con tanto di cartello con l'orario per le visite. Proiettata in qualcosa più grande di lei, Manuela perde la sua privacy e tutto ciò che concerne l'avere 13 anni. L'unico modo per evadere è rifugiarsi nei sogni, che la Torre realizza con figure oniriche tipiche dei film surrealisti.
Pollice su per il cast femminile cominciando dalla giovanissima Carla Marchese, naturale e spontanea. Buona l'interpretazione della Finocchiaro che, dopo diversi ruoli da femme fatale, convince nel ruolo di una madre frustrata, che vede nel 'dono' della figlia una possibilità di riscatto per lei. Sopra le righe, ma sempre brava, Piera Degli Esposti, che sta vivendo una seconda giovinezza professionale, nei panni della proprietaria del salone di bellezza e anche un po' fattucchiera.
Non manca un pizzico di grottesco, evidente principalmente nel trucco forte e un po' carico di alcuni personaggi che stona, forse volutamente, con le musiche intimiste di Federico Di Giambattista e Andrea Fabiani.
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