"L'uomo fiammifero": La fantasia come ragione di vita per un bambino.
Marco Charini esordisce dietro la macchina da presa con un film adatto anche agli adulti ma solo se accompagnati dai bambini.
Valutazione:
Giovedì 18 febbraio 2010
La fantasia di un bambino è in grado di dare vita a mondi meravigliosi. E quella di Simone, il protagonista de “L’uomo fiammifero”, ne è un esempio calzante. Durante l’estate del 1982 il ragazzo trascorre le sue giornate in compagnia di amici immaginari in attesa dell’arrivo dell’uomo fiammifero. La particolarità del film di Marco Chiarini sta nella realizzazione delle scene. La storia è raccontata non solo con immagini, ma anche con disegni che si animano e scritte che si sovrappongono alle scene. E’ come se Chiarini, in questo modo, tentasse di ‘concretizzare’ la fantasia del bambino, rifacendosi anche a degli echi futuristi.
I paesaggi abruzzesi, fatti di prati verdi, campi coltivati e assolati, costituiscono lo sfondo ideale per un bambino che ha voglia di evadere e dare libero sfogo alla fantasia, così come il nascondersi sotto il letto è il rifugio migliore per sfuggire al mondo dei grandi e conservare i propri sogni.
I protagonisti assoluti sono i bambini, come nei “Peanuts” di Charles Schulz. Gli adulti, invece, assumono un ruolo marginale se rappresentano delle figure severe, come il padre di Simone, interpretato da Francesco Pannofino, un punto di riferimento nel momento in cui costituiscono delle propaggini dell’infanzia come zio Disco e Mani Grandi.
Con “L’uomo fiammifero” Marco Chiarini segna il suo esordio alla regia. Il film è stato presentato con successo all’ultima edizione del Giffoni Film Festival e alla IX edizione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia dove ha vinto il premio come Miglior Film.
I paesaggi abruzzesi, fatti di prati verdi, campi coltivati e assolati, costituiscono lo sfondo ideale per un bambino che ha voglia di evadere e dare libero sfogo alla fantasia, così come il nascondersi sotto il letto è il rifugio migliore per sfuggire al mondo dei grandi e conservare i propri sogni.
I protagonisti assoluti sono i bambini, come nei “Peanuts” di Charles Schulz. Gli adulti, invece, assumono un ruolo marginale se rappresentano delle figure severe, come il padre di Simone, interpretato da Francesco Pannofino, un punto di riferimento nel momento in cui costituiscono delle propaggini dell’infanzia come zio Disco e Mani Grandi.
Con “L’uomo fiammifero” Marco Chiarini segna il suo esordio alla regia. Il film è stato presentato con successo all’ultima edizione del Giffoni Film Festival e alla IX edizione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia dove ha vinto il premio come Miglior Film.
Lascia un commento
I commenti dovranno essere approvati dalla redazione.