"I Muppet": Home sweet home
Che ritorno a casa! In grande stile, davvero... Con un film divertente e riuscito i Muppet si riappropriano del loro teatro, sullo schermo, e della loro anima. E di noi, pubblico di vecchi e nuovi fan
Valutazione:
Giovedì 02 febbraio 2012
Le migliori trovate, balletti e sketches assolutamente nello stile dello show televisivo che fu e che ci rese fan dei pupazzi di quel genio di Jim Henson, unite a una serie di giochi e citazioni, mirate sul pubblico degli anni '70 (oggi nostalgico), sono le componenti più esplicite di questo sesto film dei "Muppets". Dopo "Giallo in casa Muppet" (1981), "Festa in casa Muppet" (1994), "I muppet nell'isola del tesoro" (1996), "I Muppets venuti dallo spazio" (1999) e "Natale con i Muppet" (2002), ora i nostri eroi tornano 'On stage' per fare quello che gli viene meglio: se stessi!
Ma non si fraintenda, il film non è un gioiello solo per chi è cresciuto innamorato di Miss Piggy, Gonzo o Kermit (e sobbalzerà nel leggere il nome della 'Pretty in Pink' per antonomasia), o per i più recenti fan di Muppet di moda (che esulteranno all'apparizione al piano di un volto noto biancovestito), come le coriste del "Manha Manha" o il cuoco svedese, qui siamo di fronte a una commedia che non annoia, non nausea, non finge immodestia.
Kermit che si autodefinisce una celebrità o la mesta considerazione che la gente non li ricordi, non sono in contraddizione, e anzi sono parti di una tendenza autoreferenziale che - lungi dal pesare o dar fastidio - regala riferimenti metacinematografici e spassosi paradossi.
Chicche su chicche sono la smaccata somiglianza (ché è ben più di una citazione, come invece quella da '007 - La spia che mi amava') con i "Blues Brothers", per scene e dinamica, e lo sfruttamento di Jack Black, originalissimo invitato (tanto per mantenere la usuale tradizione televisiva) di turno al più grande show dei Muppet da tanti tanti troppi anni.
Sono nel loro ambiente naturale, e sono al loro meglio. La pretesa di normalità, ostentata ed accettata, come da manuale, è un presupposto che ancora più riporta alla radice dell'universo Muppet, qui arricchita dall'elemento di consanguineità tra un fratello umano e uno 'puppet'. Ci si chiede di più di una banale sospensione dell'incredulità, qui si tratta di vero e proprio annullamento! Ma Kermit esistenzialista in dolcevita nero, il trucco per viaggiare velocemente da una parte all'altra del mondo, una canzone da Oscar (e secondo noi "Man or Muppet" deve vincere!), una cover UNICA dei Nirvana e una carrellata di 'guest' come questa (Zach Galifianakis, David Grohl, Judd Hirsch, John Krasinski, Mickey Rooney, Whoopy Goldberg, Selena Gomez, Alan Arkin, John Krasinski) valgono abbondantemente la pena di farlo.
Ma non si fraintenda, il film non è un gioiello solo per chi è cresciuto innamorato di Miss Piggy, Gonzo o Kermit (e sobbalzerà nel leggere il nome della 'Pretty in Pink' per antonomasia), o per i più recenti fan di Muppet di moda (che esulteranno all'apparizione al piano di un volto noto biancovestito), come le coriste del "Manha Manha" o il cuoco svedese, qui siamo di fronte a una commedia che non annoia, non nausea, non finge immodestia.
Kermit che si autodefinisce una celebrità o la mesta considerazione che la gente non li ricordi, non sono in contraddizione, e anzi sono parti di una tendenza autoreferenziale che - lungi dal pesare o dar fastidio - regala riferimenti metacinematografici e spassosi paradossi.
Chicche su chicche sono la smaccata somiglianza (ché è ben più di una citazione, come invece quella da '007 - La spia che mi amava') con i "Blues Brothers", per scene e dinamica, e lo sfruttamento di Jack Black, originalissimo invitato (tanto per mantenere la usuale tradizione televisiva) di turno al più grande show dei Muppet da tanti tanti troppi anni.
Sono nel loro ambiente naturale, e sono al loro meglio. La pretesa di normalità, ostentata ed accettata, come da manuale, è un presupposto che ancora più riporta alla radice dell'universo Muppet, qui arricchita dall'elemento di consanguineità tra un fratello umano e uno 'puppet'. Ci si chiede di più di una banale sospensione dell'incredulità, qui si tratta di vero e proprio annullamento! Ma Kermit esistenzialista in dolcevita nero, il trucco per viaggiare velocemente da una parte all'altra del mondo, una canzone da Oscar (e secondo noi "Man or Muppet" deve vincere!), una cover UNICA dei Nirvana e una carrellata di 'guest' come questa (Zach Galifianakis, David Grohl, Judd Hirsch, John Krasinski, Mickey Rooney, Whoopy Goldberg, Selena Gomez, Alan Arkin, John Krasinski) valgono abbondantemente la pena di farlo.
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