Anima Film Festival, Porto Ercole tiene a battesimo la prima edizione

Lunedì 27 luglio 2009
Siglato l'accordo che per tre anni porterà il patrimonio aristico e storico di Cinecittà Luce all'Argentario. Così l'incantevole cornice di Porto Ercole si prepara ad accogliere (dal prossimo 30 luglio fino al 1 agosto) il neonato Anima Film Festival, manifestazione ideata da Maurizio Pica, in collaborazione con il Comune di Monte Argentario, Cinecittà Luce e la Mediateca Regionale Toscana, una rassegna che attraverso incontri e proiezioni, sia in grado di restituire al cinema stesso la sua bellezza e "il suo respiro profondo". "I festival, si sa, arricchiscono - commenta Sita Alessandra Banerjee, direttrice della kermesse  insieme a Michele Afferrante e Filippo Mauceri - Tutto è cominciato con un 'errore', avevamo cioè immaginato di partire subito con un concorso di corti. Poi invece abbiamo deciso di procrastinarlo al prossimo anno, per darci un pò di tempo e verificare le forze a disposizione; con 'pazienza strategica', quindi, abbiamo pensato di limitarci quest'anno ad un evento non competitivo". Un budget di 40 mila euro (interamente finanziati dal comune di Monte Argentario) e gli sponsor locali hanno fatto il resto. Il risultato? Una tre giorni di incontri e proiezioni inaugurata dalla chiacchierata con Gino Castaldo sul rapporto tra cinema e musica e che proseguirà con la proiezione (in attesa del concorso che debutterà il prossimo anno) di nove corti selezionati da Marco Catola, per concludersi con il premio Anima Film Festival al regista Giuseppe Piccioni per il suo "Giulia non esce la sera".
Un evento poliedrico, volto a esplorare le infinite sfumature del cinema: "Il cinema è arte quando è animato dalla ricerca della verità sulla vita - commenta Michele Afferrante - quando è capace di penetrarelo strato misterioso dell'esistenza e mostracene relazioni e connessioni non immediatamente percepibili. Anima Film Festival fa proprio questo: recupera il respiro profondo del cinema, contro l'odierno e inquietatnte tentativo di semplificare tutto. E il vero cinema, quello con un'anima, si confronta con la molteplicità e la complessità del reale, con il pluriforme inesauribile ed entra nell'intreccio infinito delle relazioni". Entusiasta anche l'amministratore delegato di Cinecittà Luce, Luciano Sovena, che definisce la manifestazione "una rassegna particolarmente significativa in un momento molto critico del cinema italiano, non mera esposizione come succede per la maggior parte dei festival italiani, ma occasione per riflettere sul cinema e sull'Italia". Quella che viene fuori dai cinegiornali dell'archivio Luce, "memoria storica del nostro paese", depositario nostalgico di luoghi 'che furono'.
Nell’ultimo giorno della manifestazione, nel corso di una serata-evento, verrà consegnato




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